L’agricoltura, il settore più vulnerabile in assoluto

L'agricoltura preoccupa, entro il 2100 la situazione potrebbe peggiorare

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Agricoltura
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L’agricoltura ed i cambiamenti climatici vanno di pari passo

L’agricoltura è da sempre il settore più importante per l’economia italiana, quello che ha dato la possibilità alla maggior parte delle famiglie di andare avanti e trovare un modo per vivere al meglio. Inoltre, le produzioni in Italia sono le migliori al mondo, infatti le esportazioni sono al massimo range.

Però c’è un problema: il futuro dell’agricoltura tenendo conto dei cambiamenti climatici con i quali cammina di pari passo, sembra essere messo a rischio. Non possiamo negare che il clima negli anni è cambiato tantissimo, si parla di una vera e propria emergenza climatica. Il suolo sta cambiando e bisogna fare qualcosa. Si attende un aumento tra i 4 ed i 6 gradi centigradi di temperatura media globale, questo vuol dire che ci saranno degli effetti disastrosi.

L’agricoltura, i gas serra distruggeranno i terreni

L’agricoltura ha bisogno di una diminuzione flash delle emissioni dei gas serra, per contrastare i cambiamenti climatici pericolosi. Nello sviluppo sostenibile l’agricoltura e protagonista, perché da una parte produce ma dall’altra riproduce le condizioni di fertilità.

L’agricoltore può recuperare la funzione di custode del suolo, rigenerare la fertilità ma poco può fare quando l’emissione di gas mette a rischio la fertilità del terreno a questi livelli attesi. Il riscaldamento globale, le emissioni dei gas sono due tematiche che preoccupano non poco. Questa è la nuova sfida mondiale.

Gestire l’agricoltura ed i cambiamenti climatici per garantire l’esistenza nel 2100

L’obiettivo adesso è gestire l’agricoltura ed i cambiamenti climatici in modo da produrre cibo sano e sicuro senza mettere a rischio la produzione degli anni a seguire. Purtroppo negli anni lo stile di vita dell’uomo ed il consumismo hanno causato una serie di problematiche parecchio importanti che ad oggi sono state prese forse con eccessiva superficialità.

Entro il 2100 ci saranno i primi effetti disastrosi qualora non si dovesse riuscire a prevenire e a trovare una giusta soluzione in tempo.

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